Lippi: porte aperte a tutti

Il ct della nazionale ribadisce: "Nessuno si senta escluso, vecchi, meno vecchi e giovani". E non esclude neppure il ritorno di Materazzi

Sportivamente parlando il 2010 non può che essere l'anno del Mondiale di calcio, e quindi di Marcello Lippi. Sarà lui, il condottiero azzurro del trionfo di Germania 2006, a guidare l'Italia del calcio nell'avventura sudafricana, preceduta nell'anno che sta per finire dal poco incoraggiante precedente della Confederations Cup.
   Contro Brasile ed Egitto sono arrivati Ko brucianti, dopo prestazioni ricche di ombre, servite, se non altro, per cominciare ad abituarsi a fattori climatici ed ambientali ben diversi da quelli che ci sono in Europa nello stesso periodo (giugno e luglio). Quello sudafricano sarà infatti il primo Mondiale d'inverno da Argentina 1978 ad oggi. Di Lippi si fa sempre un gran parlare, magari perché non convoca Cassano o ancora non chiama Balotelli, lui prosegue dritto per la sua strada convinto di puntare in gran parte sul
gruppo dei 'tedeschi', un po' come fece Bearzot al Mondiale messicano dell'86 con i reduci del Mondiale vinto in Spagna. Anche questo non è precedente incoraggiante, e stavolta c'é il caso che in azzurro torni perfino Materazzi (l'ha confidato Lippi nei giorni scorsi), anche se nell'Inter fa tantissima panchina.
Intanto il ct si consola con un sorteggio decisamente fortunato, visto che le urne di Città del Capo hanno riservato all'Italia il gruppo F, con Slovacchia, Paraguay e Nuova
Zelanda: non passare il turno sembra impossibile, se accadesse sarebbe quasi un'altra Corea.
   Il difficile, semmai, verrà dopo perché nei quarti di finale la squadra azzurra rischia di trovare Spagna o Brasile, ovvero le due squadre che Lippi considera, insieme con la sua Italia e con l'Olanda, fra le principali favorite, anche se come candidata numero 1 al titolo ha indicato l'Inghilterra. "La nazionale di Capello è quella che mi ha impressionato di più - ha spiegato nei giorni scorsi - perché ha compiuto i maggiori progressi: è diventata una squadra, ragiona da squadra, si comporta nelle difficoltà da squadra. E trovo in tutto ciò il segno del lavoro di Capello".
   In attesa di scoprire se la finale dell'11 luglio al Soccer City di Johannesburg possa diventare una sfida tra tecnici italiani, Lippi ha cercato di sgombrare la sua strada parlando del proprio futuro. Di rinnovo contrattuale non ha mai discusso con il presidente federale Giancarlo Abete, "con il quale comunque i rapporti sono ottimi". Quanto ad un eventuale futuro alla Juventus, il tecnico che con i bianconeri fu campione del mondo anche a livello di club (nel 1996) non avrebbe intenzioni di tornarci, neppure per un ruolo dirigenziale. Si è solo limitato a consigliare Ferrara agli attuali dirigenti. Non tutti gli hanno creduto, ma lui tira dritto aspettando, a proposito di gente della Juve, di sapere se per il Mondiale Amauri avrà ricevuto il passaporto italiano. Visto l'attuale rendimento dell'ex bomber del Palermo, e la sua media-gol, forse Lippi farebbe meglio a puntare su Pazzini o azzardare la mossa Balotelli, che però scatenerebbe un can-can mediatico e anche il coro stonato e ignorante di quelli che non vogliono giocatori di colore in azzurro, e godrebbero se i Mondiali 'Super Mario' li giocasse con il Ghana (la proposta gli è già arrivata).
   Su cosa fare per tentare un difficilissimo bis Lippi sembra avere le idee chiare: ritiro pre-mondiale in altura, forse al Sestriere, per abituarsi al Sudafrica e gruppo di 27 giocatori dal quale poi tagliare le 4 riserve che rimarranno a disposizione, anche se a casa. Nomi non ne fa, ma ha ribadito che la porta è aperta a tutti: "A vecchi, meno vecchi e giovani alle prime armi", anche se l'impressione è che tutto questo non valga per Cassano. Ad alcuni dei suoi campioni del mondo, e Lippi lo ha ammesso a proposito di Gattuso, il ct ha promesso il posto anche se non dovessero giocare stabilmente in questi mesi.
   Rimane da sciogliere il rebus Totti, perché l'impressione è che il capitano della Roma il suo terzo Mondiale, salute permettendo, voglia farlo. Sta quindi al tecnico trovare il modo di reinserirlo e farlo accettare dal gruppo, sperando di far impazzire di nuovo tutta l'Italia, Brasile (2 volte su 2 vincitore dell'Italia nel 2009) e le altre permettendo.

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