L'ira degli Usa: "Allarmi ignorati"

Il ministro dell'Interno de L'Aia: "Il mondo è sfuggito a una catastrofe" Presto saranno intensificati i controlli in tutti gli scali. Obama pensa a un raid sullo Yemen

Attentato preparato "in modo professionale" ma eseguito "in maniera amatoriale". Così il governo olandese ha oggi definito il tentativo di far esplodere il volo della Delta Airlines Amsterdam - Detroit dello scorso 25 dicembre da parte del 23enne nigeriano Abdul Farouk Abdulmutallab. L'Aia ha precisato che le autorità locali hanno dato immediata disposizione per il ricorso a body scanner per i voli transatlantici. Intanto continunano le indagini e si apprendono nuovi particolari sull'attentatore e sulla genesi stessa della fallita strage.

Il governo olandese. "Le modalità e l'esplosivo utilizzato sono simili ad attentati precedenti", ha detto oggi il ministro dell'Interno, Guusje ter Horst, in una conferenza stampa. Il ministro ha spiegato che "l'esplosivo utilizzato non è di semplice fabbricazione", e quindi a preparare l'attentato sarebbero stati professionisti o comunque persone ben preparate. Ma, ha proseguito Horst, tale esplosivo è anche "molto rischioso da utilizzare", e la dinamica dell'incidente lascia pensare che l'esecutore non fosse ben preparato. "L'attentato è stato eseguito in modo amatoriale", ha detto il ministro.
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"Non è esagerato dire che il mondo è sfuggito a una catastrofe", ha detto Horst, confermando che Abdulmutallab ha assemblato il congegno esplosivo, contenente 80 grammi di Petn, nella toilette dell'aereo, prima di tentare di farlo detonare iniettando dell'acido con una siringa. Il ministro ha inoltre precisato che gli scanner corporali saranno utilizzati per tutti i passeggeri che si imbarcheranno su voli transatlantici. Per tutti gli altri voli, inoltre, i controlli con i body scanner dovrebbero diventare ugualmente obbligatori il prima possibile.

Sempre stamane il capo dell'intelligence olandese Erik Akerboom ha chiarito che Abdulmutallab ha presentato un passaporto nigeriano valido per imbarcarsi all'aeroporto Schiphol di Amsterdam sul volo per Detroit. Akerboom ha così smentito le testimonianze di alcuni passeggeri secondo le quali il nigeriano era riuscito a imbarcarsi senza mostrare il passaporto.

L'interrogatorio. Agli investigatori il giovane nigeriano ha detto che l'imam radicale Anwar al Awlaki, figura chiave del terrorismo yemenita, lo stesso ispiratore spirituale dello psichiatra stragista di Fort Hood Nidal Hasan, diede la sua 'benedizione' al complotto teso a far precipitare l'aereo. Lo hanno detto fonti vicine alle indagini al quotidiano Washington Times. Secondo le stesse fonti Awlaki indottrinò Abbulmutallab e gli offrì incoraggiamento durante il suo addestramento da terrorista di al Qaeda in Yemen. Abdulmutallab avrebbe raccontato agli investigatori di esser stato portato in una sala piena di altri uomini "tutti vestiti di bianco come dei martiri" e che gli fu detto che sarebbe stato "la punta della lancia della Nazione Musulmana".

I rapporti tra attentatore e imam sono stati confermati da fonti federali anche al Washington post: secondo queste fonti il giovane nigeriano avrebbe intensificato nel corso del 2009 i contatti email con il leader religioso radicale. Awlaki e altri capi di al Qaeda sono stati bersaglio di un raid della vigilia di Natale in Yemen ma non è chiaro se l'imam sia rimasto ucciso. Abdulmutallab resta in carcere a Detroit. Dopo l'iniziale interrogatorio dell'Fbi ha ottenuto un avvocato e da allora ha smesso di parlare con gli investigatori.

Indagini. Intanto le autorità dello Yemen stanno indagando su conoscenti e compagni di scuola e di preghiera del giovane nigeriano che per un periodo ha vissuto nella capitale yemenita Sana'a. Lo rivela il sito della Cnn, citando il portavoce dell'ambasciata yemenita negli Stati Uniti, esprimendo dubbi sul collegamento fra l'attentato fallito e gli attacchi aerei subiti da al Qaeda nello Yemen. Secondo il funzionario la rivendicazione di al Qaida, che affermava che l'attentato fallito era una vendetta per i raid nello Yamen, è "molto probabilmente" solo propaganda, anche se il portavoce ha detto di non escludere legami del giovane nigeriano con al Qaeda.

Guantanamo-Yemen. La pista che dalla base-prigione di Guantanamo porta allo Yemen è ormai quella privilegiata nelle indagini. Una questione non da poco, che complica ulteriormente i piani dell'amministrazione Obama per la chiusura della base a Cuba: la maggior parte dei detenuti ancora rinchiusi nel carcere di massima sicurezza è infatti di nazionalità yemenita. E almeno due dei leader del gruppo yemenita 'al Qaeda nella penisola arabica', che due giorni fa ha rivendicato il fallito attentato del nigeriano, sono infatti ex prigionieri di Guantanamo: si tratta di Abu al-Hareth Muhammad al-Oufi, un comandante già noto attraverso video dell'organizzazione terrorista, e di Said al-Ahihri, considerato il vice-capo, trasferito dall'amministrazione di George Bush alle autorità saudite nel 2007 e rilasciato dopo un programma di reinserimento. Ieri l'emittente americana Abc, citando fonti del governo americano e documenti del dipartimento della difesa, aveva indicato come mandante dell'attentato anche l'ex prigioniero di guantanamo n. 333, Muhamad Attik al-Harbi.

Il gruppo di al Qaeda nella penisola araba si è formato nel gennaio di quest'anno, quando il leader Naser Abdel Karim al-Wahishi ha annunciato una 'fusione' delle sigle di Yemen e Arabia Saudita. Al-Wahishi, anche noto come Abu Bashir, era fra 23 membri di al Qaeda che fuggiti da una prigione nello Yemen nel 2006: è fra i maggiori ricercati in Arabia Saudita. L'organizzazione è accusata di numerosi attacchi nello Yemen, fra cui uno all'ambasciata americana di San'a, il rapimento e uccisione di diversi turisti tedeschi, sudcoreani e britannici.

Abdulmutallab era stato in Yemen dall'inizio di agosto all'inizio di dicembre del 2009, dopo avere ricevuto un visto per studiare l'arabo in una scuola della capitale. Il ministro dell'informazione Hassan al Lozy ha dichiarato ieri che il giovane ha trascorso un secondo periodo nel Paese dal 2004 al 2005. Secondo i dirigenti, i maestri e i compagni di studi di Adbulmutallab all'istituto per la lingua araba di San'a hanno detto che il nigeriano avrebbe frequentato la scuola solo nel mese del Ramadan di quest'anno, iniziato a fine agosto: il che solleva i dubbi su cosa abbia fatto durante il resto del suo soggiorno, finito a dicembre.

Ieri il ministro degli esteri yemenita Abu-Bakr al-Qirbi, intervistato dalla Bbc, aveva ammesso che potrebbero esserci nel paese arabico circa 300 guerriglieri che "potrebbero essere in grado di pianificare degli attacchi simili a quello di Detroit". Il ministro ha chiesto più aiuto ai paesi occidentali: "Abbiamo bisogno di maggiore addestramento per creare delle unità antiterrorismo, di equipaggiamento militare e di mezzi di trasporto, in particolare elicotteri".

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