È nato il nuovo governo regionale

Fuori dal governo, che sulla carta garantirebbe 59 deputati su 90 all'Ars al leader dell'Mpa, il Pdl ufficiale e l'Udc che nell'aprile del 2008 contribuirono a far eleggere l'attuale presidente con oltre il 65% dei consensi

Nasce in Sicilia il Lombardo-ter, la giunta delle grandi riforme. Questo l'obiettivo di Raffaele Lombardo e del suo movimento autonomista, degli uomini di Micciche' e Fini, che nell'isola hanno costituito il gruppo Pdl-Sicilia staccandosi dal Pdl ufficiale, e dal nuovo Pd regionale targato Lupo-Cracolici con la benedizione di Bersani e D'Alema. Fuori da questa nuova maggioranza, che sulla carta garantirebbe 59 deputati su 90 all'Ars al Lombardo-ter, il Pdl ufficiale e l'Udc che nell'aprile del 2008 contribuirono a far eleggere Lombardo con oltre il 65% dei consensi ma che dal maggio scorso, in piena campagna elettorale per le Europee, furono estromessi dalla giunta regionale perche' secondo il governatore ''remavano contro l'azione riformatrice' della giunta. L'Udc, da quella data, e' rimasto all'opposizione perche', oltre ''a remare contro'', per Lombardo e' il paladino degli ''interessi dei poteri forti dell'isola'' che non vogliono le riforme, cioe' difendono quel sistema politico-affaristico che viene definito da molti col termine di ''cuffarismo''. Il Pdl ''ufficiale'', legato a Schifani e Alfano e rappresentato nell'isola dai coordinatori Castiglione e Nania, torno' in giunta subito dopo il voto europeo con due assessori.

Esperienza che e' terminata ieri sera con la fine del Lombardo-bis e la nascita della nuova giunta regionale targata Mpa, Pdl Sicilia e con l'appoggio esterno del Pd sulle riforme. Ma sia Lombardo che il Pd non vogliono che la nuova giunta venga identificata come figlia di un ribaltone del voto. Tutti e due, difatti, assicurano che si tratta solo di una giunta di persone di buona volonta' che lavora per il bene della Sicilia. Politicamente ne fa parte il Pdl-Sicilia e il Movimento per l'autonomia, mentre il Pd e' disponibile solo ad appoggiare le riforme che sono vitali per la regione.

Da qui la nascita della ''Giunta per le riforme', dove tra gli assessori tecnici e' difficile nascondere che ve ne siano alcuni di area di centrosinistra.

Di parere opposto sia l'Udc che il Pdl ufficiale. Per il primo a Lombardo non interessa il bene della regione ma solo rimanere presidente della Regione. Per il secondo si tratta di un ribaltone e invocano l'intervento di Berlusconi. Ma sembra che il premier, poco prima di Natale vedendo Micciche' ad Arcore, abbia ''benedetto' questa operazione per evitare che Lombardo passi ufficialmente nella coalizione di centrosinistra.
Luigi Ansaloni

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